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28.2.2020 – PRINCIPIO DI EQUIVALENZA DELLE OFFERTE (TAR Lazio, Roma, I ter, 26.2.2020 n. 2517)

28.2.2020 – PRINCIPIO DI EQUIVALENZA DELLE OFFERTE (TAR Lazio, Roma, I ter, 26.2.2020 n. 2517)

Il principio di equivalenza delle offerte è regolato dall’art. 68 codice dei contratti pubblici.

In via generale, il principio di equivalenza disciplina positivamente la possibilità di ammettere, a seguito di valutazione della stazione appaltante, alla procedura di gara prodotti aventi specifiche tecniche equivalenti a quelle richieste dalla stazione appaltante nella singola lex specialis.

Trattasi di un principio che permea tutta la disciplina dell’evidenza pubblica finalizzato a garantire il c.d. favor partecipationis, essendo idoneo e finalizzato a consentire l’ampliamento della platea dei concorrenti.

La sentenza che si segnala ha ribadito nuovamente alcuni ‘confini’ operativi dell’istituto, già individuati dalla giurisprudenza prevalente.

In particolare si è precisato che:

–  il principio trova applicazione indipendentemente da espressi richiami negli atti di gara (non è quindi necessario che la singola lex specialis consenta la presentazione di prodotti equivalenti);

–   ai fini dell’ammissibilità dell’offerta il singolo concorrente non ha l’obbligo di presentare una formale dichiarazione circa l’equivalenza funzionale del prodotto offerto;

–  la prova dell’equivalenza può essere fornita dal concorrente con qualsiasi mezzo appropriato;

–   la valutazione di equivalenza può essere condotta anche implicitamente dalla stessa commissione di gara in tutte le ipotesi in cui la corrispondenza del prodotto, ancorché non dichiarata espressamente dal concorrente, emerga dalle stesse schede tecniche presentate dal concorrente.

La sentenza, infine, si segnala per una precisazione importante sotto il profilo operativo: l’equivalenza deve essere dichiarata (nell’ipotesi in cui il concorrente inserisca, pur non essendo obbligato, apposita dichiarazione di equivalenza) o comunque documentata al momento della formulazione dell’offerta e non successivamente, pena l’esclusione dell’offerta.