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14.4.2020 DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI NELLA FASE ESECUTIVA DEL CONTRATTO DI APPALTO (CdS, Ad. Pl., 2.4.2020 n. 10)

14.4.2020 DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI NELLA FASE ESECUTIVA DEL CONTRATTO DI APPALTO (CdS, Ad. Pl., 2.4.2020 n. 10)

In via generale, il diritto di accesso è regolato da diverse fonti normative.

Dagli articoli 22 e seguenti della L. 241/1990 che disciplina l’accesso documentale, riconosciuto a chi dimostri di essere titolare di un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso.

Dall’articolo 5, comma 1, D. Lgs. n. 33/2013, che disciplina l’accesso civico “semplice” in materia di accesso a documenti, informazioni e dati oggetto di pubblicazione obbligatoria senza alcuna necessità di motivazione né di interesse.

Dall’articolo 5, comma 2, D. Lgs. n. 33/2013, che disciplina l’accesso civico “generalizzato” che, senza alcuna necessità di motivazione né di interesse è invocabile da “chiunque” per tutti i dati e i documenti e informazioni detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli per i quali è stabilito un obbligo di pubblicazione: trattasi di un accesso dichiaratamente finalizzato a garantire il controllo democratico sull’attività amministrativa.

Infine, dall’art. 53 D. Lgs. 50/2016, che disciplina l’accesso nella materia dei contratti pubblici, con particolari limiti soggettivi e oggettivi all’accesso.

La sentenza che si segnala ha ribadito che “… gli operatori economici, che abbiano preso parte alla gara, sono legittimati ad accedere agli atti della fase esecutiva, con le limitazioni di cui all’art. 53 del d. lgs. n. 50 del 2016, purché abbiano un interesse attuale, concreto e diretto a conoscere tali atti …”.

Interesse attuale, concreto e diretto riconosciuto rispetto a vicende che potenzialmente potrebbero portare alla risoluzione del contratto, con conseguente possibilità di scorrimento della graduatoria o della riedizione del procedimento di gara.

Detto interesse, ovviamente, deve preesistere all’istanza di accesso, affinché siano scongiurate evidenti finalità esplorative dello stesso (in altre parole, non è consentito presentare un’istanza di accesso generalizzata diretta a verificare l’esistenza di vicende dalla potenziale portata risolutiva).

A dette condizioni l’accesso documentale, dunque, trova applicazione anche a fattispecie concrete relative alla fase di esecuzione dei contratti pubblici.

Ciò in ragione del persistere “… di un rilevante interesse pubblico nella fase esecutiva del contratto, idoneo a sorreggere situazioni sostanziali e strumentali di altri soggetti privati, in primis il diritto a una corretta informazione sulle vicende contrattuali …”.

L’importanza del principio ribadito con la sentenza che si segnala è di immediata evidenza: il singolo operatore non aggiudicatario, infatti, avrà la facoltà di avere cognizione diretta di tutte le vicende relative all’esecuzione del contratto che possano portare alla risoluzione del contratto.

Trattasi di un’importante opportunità per l’operatore non aggiudicatario di conseguire il c.d. bene della vita integrato o dallo scorrimento della graduatoria con conseguente aggiudicazione o dalla riedizione della gara.