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11.5.2020 – APPALTI SOTTO SOGLIA. PRINCIPIO DI ROTAZIONE E PROCEDURA APERTA (CdS, III, 25.4.2020 n. 2654)

11.5.2020 – APPALTI SOTTO SOGLIA. PRINCIPIO DI ROTAZIONE E PROCEDURA APERTA (CdS, III, 25.4.2020 n. 2654)

Il principio di rotazione negli appalti sotto soglia non trova applicazione nell’ipotesi di procedura di gara aperta: lo conferma la sentenza che si segnala.

Il principio di rotazione costituisce necessario contrappeso alla notevole discrezionalità riconosciuta alle Stazioni appaltanti nel decidere gli operatori economici da invitare in caso di procedura sotto soglia, e ha l’obiettivo di evitare la formazione di rendite di posizione perseguendo l’effettiva concorrenza tra gli operatori economici: il fondamento del principio di rotazione di cui all’art. 36 D. Lgs. 50/2016 è individuato “… nell’esigenza di evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente (la cui posizione di vantaggio deriva soprattutto dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento) …” (Anac, Linee Guida n. 4).

Con la sentenza che si segnala il Consiglio di Stato ribadisce che il principio di rotazione non può trovare concreta applicazione in tutte quelle ipotesi in cui la Stazione appaltante proceda all’affidamento a mezzo di procedura aperta (fattispecie in cui tutti gli operatori economici appartenenti a una determinata categoria merceologica hanno la facoltà di partecipare alla gara) o, comunque, attraverso istituti, quali le indagini di mercato, che non introducono limitazioni di partecipazione.

Negli appalti sotto soglia, quindi, il principio di rotazione deve trovare applicazione solo nelle ipotesi in cui la Stazione appaltante proceda a mezzo di un affidamento diretto o di un invito selettivo degli operatori economici che possano presentare offerta.

Le conclusioni della giurisprudenza sono certamente condivisibili.

Il principio di rotazione, infatti, non determina l’obbligo di escludere il <<gestore precedente>> dalla selezione avendo, viceversa, l’unica finalità di non favorirlo nella competizione, ove aperta a tutti i soggetti potenzialmente interessati al confronto.

Affermando, viceversa, l’obbligo di non invitare il <<gestore precedente>> si introdurrebbe nell’ordinamento una causa di esclusione dalla partecipazione alla gara non codificata e, soprattutto, in totale contrasto con il principio di tutela della concorrenza su cui è fondato l’intero sistema degli appalti pubblici.