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9.6.2020 – EDILIZIA – DISTANZE IN CASO DI SOPRAELEVAZIONE (TAR Campania, Napoli, VIII, 28.5.2020 n. 2039)

9.6.2020 – EDILIZIA – DISTANZE IN CASO DI SOPRAELEVAZIONE (TAR Campania, Napoli, VIII, 28.5.2020 n. 2039)

L’art. 9, comma 1, punto 2), D.M. 2.4.1968 n. 1444 stabilisce che i nuovi edifici debbano rispettare una distanza minima assoluta pari a 10 metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti.  

La sopraelevazione di un edificio esistente integra nuova costruzione?  

La risposta è affermativa. 

La sentenza che si segnala si uniforma al consolidato orientamento giurisprudenziale secondo il quale il regime delle distanze valido per le nuove costruzioni deve essere rispettato anche con riferimento alle sopraelevazioni. 

Le sopraelevazioni, dunque, realizzando un aumento della volumetria esistente devono essere considerate a tutti gli effetti ‘interventi di nuova costruzione’.  

Trattasi di principio univoco. 

Lo stesso art. 9, comma 3, D.M. 2.4.1968 n. 1444, tuttavia, ammette la possibilità che gli edifici siano posti a distanze inferiori (ai 10 metri) qualora siano oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planivolumetriche.  

Ebbene, la sentenza che si segnala precisa che l’ipotesi derogatoria ex art. 9, comma 3, D.M. n. 1444/1968 “… deve ritenersi legittima sempre che faccia riferimento ad una pluralità di fabbricati e sia fondata su previsioni planovolumetriche che evidenzino, cioè, una capacità progettuale tale da definire i rapporti spazio-dimensionali e architettonici delle varie costruzioni considerate come se fossero un edificio unitario …”

Nell’ipotesi in cui si tratti, dunque, di realizzare un isolato intervento edilizio su un immobile per il quale non risulti dimostrato in alcun modo il suo inserimento all’interno di un gruppo di edifici che concretizzino un disegno unitario sarà, in ogni caso, necessario rispettare il limite inderogabile di distanza tra edifici pari ad almeno 10 metri.